Startup, Borsa e IA smontate pezzo per pezzo

davindevest è un blog educativo e gratuito, scritto da una redazione per adulti curiosi. Spieghiamo come una startup raccoglie denaro, che cosa sono davvero azioni e obbligazioni e come un modello di intelligenza artificiale mette in fila le parole. Tutto si legge senza registrazione. Non vendiamo prodotti finanziari e non diciamo a nessuno che cosa comprare.

Ogni forma è un argomento del blog e torna accanto ai titoli della pagina.

  • Triangolo: startup
  • Cerchio: azioni
  • Strisce: obbligazioni
  • Griglia: fondi e altri strumenti
  • Ghirigoro: intelligenza artificiale

Spieghiamo come funzionano le cose. Che cosa farne lo decidi tu.

Chi scrive qui, e con quali regole

davindevest è una risorsa educativa gratuita curata da una redazione. Pubblichiamo articoli, una mappa degli strumenti e alcuni piccoli esperimenti sull'intelligenza artificiale, tutti su questa pagina. Nessuno di questi contenuti porta a un servizio, a un acquisto o a un'iscrizione.

Chi scrive
La redazione di davindevest. Firmiamo come gruppo e non come singoli esperti: ogni testo passa per più mani prima di uscire.
Quanto costa
Niente. Articoli, mappa e strumenti sono aperti, senza account e senza parti riservate.
Come si regge
È un progetto educativo indipendente: non vende prodotti finanziari, non riceve commissioni e non ospita pubblicità.
Che cosa non facciamo
Consulenza personale, segnali operativi, gestione di denaro altrui, corsi a pagamento.
Come raggiungerci
Scrivendo a [email protected] oppure con il modulo in fondo alla pagina.

Socio o creditore, facile o difficile da rivendere

Il paragone di casa: comprare un'azione è come diventare uno dei condomini di un palazzo, con una parte delle decisioni e delle spese. Comprare un'obbligazione somiglia di più a prestare soldi all'amministratore, che si impegna a restituirli con gli interessi.

Tocca un punto della mappa per leggere che cosa compri davvero e quanto è facile uscirne.

Dove il paragone non regge Un appartamento non si rivende in un pomeriggio, un'azione quotata sì. E il prestito all'amministratore non cambia prezzo ogni giorno, un'obbligazione quotata invece può farlo.

Si rivende facilmente Difficile da rivendere Presti denaro Diventi socio

Posizioni indicative, senza valori: confrontano due idee e non misurano il rischio di nessun titolo.

Titolo di Stato

Presti denaro a uno Stato, che si impegna a restituirlo a una data stabilita e a pagare interessi nel frattempo. Se il titolo è quotato puoi rivenderlo prima della scadenza, ma al prezzo di quel giorno, che può essere più basso di quello che hai pagato.

Obbligazione d'impresa

Il prestito va a un'azienda. La probabilità che rimborsi dipende dalla salute dei suoi conti, che può cambiare negli anni. Alcune di queste obbligazioni si scambiano poco, e trovare chi le compra può richiedere tempo.

Prestito convertibile a una startup

Presti denaro a un'impresa giovane con un accordo: al prossimo aumento di capitale il credito può trasformarsi in quote. Fino ad allora sei creditore di un'azienda che spesso non ha ancora utili, e cedere il prestito a qualcun altro è quasi sempre impossibile.

Fondo comune

Affidi denaro a un paniere gestito da altri, che può contenere azioni, obbligazioni o entrambe. La sua posizione sulla mappa dipende da che cosa c'è dentro: per questo il punto sta vicino al centro. I costi di gestione si pagano in ogni caso.

Azione quotata

Possiedi una piccola parte di una società quotata. La compri e la vendi in Borsa nei giorni di apertura, ma il prezzo si muove di continuo e nessuno garantisce di riavere la cifra spesa.

Quota di una startup

Diventi socio di un'impresa non quotata. Non c'è un mercato dove rivendere la quota quando lo decidi tu: di solito si resta dentro per anni, e se l'impresa chiude la quota può non valere più nulla.

Tre modi in cui una startup raccoglie denaro

Il paragone di casa: una cooperativa di quartiere vuole aprire un forno. Può accogliere nuovi soci, farsi prestare soldi da qualcuno che diventerà socio più avanti, oppure chiedere una piccola quota a molte persone del quartiere.

Quattro blocchi di quote esistenti e uno nuovo, appena emesso, in cima.

Aumento di capitale

Che cosa ricevi
Nuove quote della società: diventi socio da subito, con i diritti previsti dallo statuto.
Quando
Nel momento in cui l'aumento viene sottoscritto e versato.
Che cosa può andare storto
La società può fallire e la quota azzerarsi; finché non è quotata, rivenderla è difficile; gli aumenti successivi riducono la tua percentuale.

Esempio ipotetico. Una società ha 100 quote e ne emette 25 nuove. Chi ne possedeva 10 aveva il 10 per cento; dopo l'aumento ha 10 quote su 125, cioè l'8 per cento. Questo effetto si chiama diluizione.

Prestito convertibile

Che cosa ricevi
Un credito verso la società, che a certe condizioni si trasforma in quote.
Quando
La conversione avviene di solito al round successivo, a un prezzo scontato o con un tetto concordato in anticipo.
Che cosa può andare storto
Il round successivo può non arrivare mai; in quel caso resti creditore di un'impresa che potrebbe non avere i mezzi per restituire nulla.

Esempio ipotetico. Presti 10.000 euro con uno sconto di conversione del 20 per cento. Se al round seguente le quote vengono offerte a 10 euro l'una, il credito si converte come se costassero 8 euro: 1.250 quote invece di 1.000. Lo sconto compensa l'attesa, non garantisce che le quote valgano qualcosa.

Equity crowdfunding

Che cosa ricevi
Una quota piccola, a volte detenuta insieme a molti altri attraverso un unico veicolo.
Quando
A campagna chiusa, se la raccolta ha raggiunto l'obiettivo minimo fissato all'inizio.
Che cosa può andare storto
Gli stessi rischi di ogni quota di startup, più un peso minimo nelle decisioni. In Italia queste campagne passano per portali autorizzati, ma l'autorizzazione non dice nulla sulla solidità della singola impresa.

Esempio ipotetico. Una campagna raccoglie denaro da 400 persone. Ognuna possiede una frazione minuscola della società e, nella pratica, non partecipa alle scelte di ogni giorno.

Dove il paragone non regge Il forno di quartiere ha clienti dal primo giorno. Molte startup chiedono soldi proprio perché non incassano ancora abbastanza per reggersi da sole, e diverse non ci arrivano mai.

Come un modello legge una frase: a pezzi

Il paragone di casa: è come leggere un messaggio scritto tutto in abbreviazioni. Un modello linguistico non vede lettere né parole intere, ma frammenti ricorrenti chiamati token, e ciascuno diventa un numero prima di essere elaborato.

Dove il paragone non regge Le abbreviazioni le sceglie chi scrive. I pezzi di un modello, invece, sono fissati una volta per tutte durante l'addestramento, contando quali frammenti compaiono più spesso nei testi.

  1. Le
  2. obbli
  3. gazio
  4. ni
  5. paga
  6. no
  7. cedo
  8. le
  9. ,
  10. le
  11. azio
  12. ni
  13. a
  14. volte
  15. divi
  16. dendi
  17. .

17 pezzi per 59 caratteri.

Un taglio semplificato, fatto da questa pagina: ogni modello reale usa un vocabolario proprio e divide le parole a modo suo. Il bordo spesso a sinistra di un pezzo indica che il pezzo comprende anche lo spazio prima della parola.

Al bar, il caffè si beve …

  • al banco
  • in piedi
  • in fretta
  • con calma
  • in compagnia

Temperatura: quanto azzardare la parola successiva

Il paragone di casa: chiedi a dieci amici come finisce una frase. A temperatura bassa il modello ripete quasi sempre la risposta più comune; alzandola, anche le risposte rare hanno una possibilità di uscire.

La grandezza di ogni cerchio indica quanto è probabile quella parola. Senza JavaScript vedi le proporzioni a temperatura media; con lo slider le guardi cambiare.

Dove il paragone non regge Gli amici capiscono che cosa intendi, il modello no. Sceglie tra probabilità ricavate dai testi che ha visto, ed è anche per questo che a temperatura alta può scrivere frasi scorrevoli ma sbagliate.

Da dove cominciare a leggere

Rispondi a due domande e ti indichiamo tre tappe di questa pagina, in ordine. Le risposte non vengono salvate né inviate.

Tutti i percorsi, per argomento e punto di partenza:

Imprese giovani, partendo da zero

  1. La mappa degli strumenti, con il punto «Quota di startup»
  2. I tre modi di raccogliere denaro, a partire dall'aumento di capitale
  3. L'articolo sulla diluizione

Imprese giovani, con qualche base

  1. L'articolo sulla diluizione, con l'esempio delle quote
  2. Il prestito convertibile e il suo sconto di conversione
  3. Le domande frequenti, per sapere che cosa qui non trovi

Azioni, obbligazioni e fondi, partendo da zero

  1. La mappa degli strumenti, punto per punto
  2. L'articolo su cedola, scadenza e prezzo
  3. L'articolo sugli indici di Borsa

Azioni, obbligazioni e fondi, con qualche base

  1. Che cosa lasciano fuori gli indici
  2. Il legame tra prezzo di un'obbligazione e tassi di mercato
  3. La mappa, per confrontare il fondo comune con gli altri punti

Intelligenza artificiale, partendo da zero

  1. Lo strumento che divide una frase in token
  2. Lo slider della temperatura
  3. L'articolo su pesi ed errori di una rete neurale

Intelligenza artificiale, con qualche base

  1. Come si correggono i pesi di una rete
  2. La temperatura, provando i due estremi dello slider
  3. I token, con una frase tua piena di parole lunghe

Articoli sulla mensola

Quattro letture recenti. Scegli un dorso per aprire l'articolo accanto alla mensola: il testo intero si legge qui, senza cambiare pagina.

Diluizione: la stessa quota, una fetta più piccola dell'impresa

Perché il numero di quote che possiedi può restare identico mentre la tua percentuale scende, e che cosa cambia davvero per un socio di minoranza.

Una startup che cresce raccoglie denaro più volte, e ogni volta di solito emette quote nuove. Chi era già socio conserva le proprie, ma il totale aumenta: la sua fetta, in proporzione, si assottiglia. È la diluizione, e non è un incidente: fa parte del modo in cui queste imprese si finanziano.

Un esempio ipotetico aiuta. Su 1.000 quote ne possiedi 50, il 5 per cento. Entra un nuovo socio e la società emette altre 250 quote. Ne hai ancora 50, ma su 1.250: il 4 per cento. Se il nuovo socio paga ogni quota più del round precedente, la tua fetta più piccola rappresenta una società valutata di più; se paga meno, si parla di round al ribasso, e la diluizione pesa doppio.

Statuti e patti tra soci possono prevedere clausole che proteggono alcuni soci da una parte di questo effetto. Leggerle prima di entrare è più utile di qualsiasi stima: dicono chi viene protetto, in quali casi e a spese di chi.

Cedola, scadenza, prezzo: le tre parole di un'obbligazione

Che cosa promette chi emette un'obbligazione, che cosa invece non promette, e perché il prezzo si muove in direzione opposta ai tassi di mercato.

La cedola è l'interesse che l'emittente si impegna a pagare a date fisse. La scadenza è il giorno in cui promette di restituire il valore nominale. Fin qui è un contratto di prestito. Il prezzo, invece, è quello a cui l'obbligazione passa di mano prima della scadenza, e nessuno lo fissa in anticipo.

Un esempio ipotetico: un titolo con valore nominale 100 paga una cedola del 3 per cento l'anno. Se poco dopo le nuove emissioni simili pagano il 4 per cento, chi vuole vendere il vecchio titolo deve accettare un prezzo sotto 100, altrimenti nessuno lo compra. Se i tassi scendono accade il contrario. Per questo la stessa obbligazione può dare risultati molto diversi a chi la tiene fino alla fine e a chi la vende prima.

Resta poi il rischio che l'emittente non paghi. Cedola e rimborso sono promesse, non certezze, e valgono quanto la solidità di chi le ha fatte.

Dentro una rete neurale: pesi, errori e piccole correzioni

Come una rete impara aggiustando moltissimi numeri un poco alla volta, e perché alla fine nessuno sa indicare con precisione dove si trovi una certa conoscenza.

Una rete neurale è una lunga catena di operazioni semplici. Ogni collegamento ha un peso, cioè un numero che dice quanto conta il segnale che passa di lì. All'inizio i pesi sono casuali e la rete risponde a caso.

L'addestramento procede per tentativi. La rete produce una risposta, la si confronta con quella attesa e si misura l'errore. Poi un procedimento chiamato retropropagazione stabilisce in che direzione spostare ciascun peso perché l'errore cali un poco. Ripetuto su una grande quantità di esempi, questo aggiustamento minuscolo produce un comportamento che sembra intelligente.

Il risultato è difficile da ispezionare: la conoscenza non sta in una riga che si può leggere, ma è sparsa tra moltissimi pesi. È uno dei motivi per cui chi usa questi sistemi verifica le risposte invece di fidarsi del loro tono sicuro.

Indice di Borsa: che cosa misura e che cosa lascia fuori

Un indice è un paniere costruito con regole precise. Conoscere quelle regole spiega perché due indici dello stesso mercato possono raccontare storie diverse.

Un indice raccoglie un gruppo di titoli e ne calcola l'andamento complessivo. Le regole decidono quali titoli entrano, quanto pesa ciascuno e ogni quanto si rivede la lista. In molti indici contano di più le società più grandi, e così poche aziende possono spostare il risultato di tutte.

Un esempio ipotetico: un paniere di dieci società in cui una sola vale metà del totale. Se quella perde terreno e le altre nove salgono di poco, l'indice può scendere anche se la maggior parte dei titoli è salita. Lo stesso mercato, misurato dando a tutti lo stesso peso, mostrerebbe un'immagine diversa.

Gli indici lasciano fuori parecchio: le imprese non quotate, quelle troppo piccole per i criteri di ingresso, a volte i dividendi. Un fondo che replica un indice ne eredita le regole, con i loro pregi e i loro punti ciechi.

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